Pantelleria - vacanze in Dammuso con Calltour


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L'isola

Pantelleria




La sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, è stata motivo di lotte tra diverse culture subendone di conseguenza diverse colonizzazioni.
Durante queste colonizzazioni il “pantesco” (abitante di Pantelleria) ha assimilato dialetti e tradizioni diverse. Nel corso dei secoli tante tra queste sono andate perdute, ma altre sono rimaste inalterate divenendo uniche e originali solo di Pantelleria.
Per al sua conformazione e per i molteplici regali della natura l’isola si è sviluppata maggiormente sotto il profilo agricolo.



Il tipo di coltivazioni e loro tecnica:
- Lo zibibbo é un uva particolare con acini grossi e dolcissima. Le sue piante vengono tenute basse per proteggere i frutti dal vento, e piantante dentro piccole conche nel terreno per raccogliere meglio la rugiada notturna. Con i frutti si produce il passito ed il moscato (vini dolci da dessert)
- I capperi sono gustosi boccioli fatti salare e tenuti sott'olio si usano per condire insalate o piatti a base di pesce e sono molto richiesti e usati dagli chef. La pianta, autoctona dell'isola, fiorisce durante il periodo estivo ), Il fiore è molto profumato e somiglia ad una orchidea ed il suo frutto raccolto qualche giorno dopo la morte del fiore viene conservato allo stesso modo del bocciolo ma servito con aperitivi
- Le olive le cui piante vengono tenute basse per proteggerle, dal vento danno un olio molto saporito ma difficilmente commercializzato
- L’origano coltivato in grandi quantità dal profumo intenso dato dalla terra vulcanica
- Le lenticchie coltivazione autoctona ormai quasi scomparsa.



L'architettura
:
La costruzione dei muri a secco, ha varie utilità
- I"Jardini" alte torri di pietra costruite intorno ad un agrume per proteggerlo dal vento;
- Terrazzamenti costruiti sia come confine tra una proprietà e l'altra sia per proteggere le coltivazioni dagli smottamenti del terreno;
ed infine i "DAMMUSI".

Altro
:
i nomi tipici delle contrade stesse (kamma, Gadir, Benikulà, Rakh-ali, Kattibuale), e così via.


Folklore:
- i circoli sparsi per l’isola (classiche balere, ve ne sono almeno una cinquantina) sono aperti per 7/10 sere all'anno in ogni contrada, durante il carnevale che qui dura da Natale al Martedì grasso
- La festa di S. Giuseppe celebrato con diversi altari nelle case per festeggiare la Sacra famiglia nel periodo di marzo
- La Festa di S. Pietro e Paolo in Giugno
- La sagra del vino “ Calici di stelle” in agosto


La gastronomia:
- Il pesto pantesco (“l’ammogghiu”), aglio, prezzemolo (o basilico a seconda del periodo) pestati nel mortaio e mischiati a pomodoro fresco sbollentato (o pomodoro secco) pasta di capperi e peperoncino usato come condimento per pasta o pesce arrosto
- La pasta con le patelle (“pasta e pateddre”) frutti di mare che si trovano sugli scogli resa ancora più prelibata dall’aggiunta di “migroci” granchi che si trovano anch’essi sugli scogli; o la pasta con i ricci (“pasta cui rizzi”) altri frutti di mare che si trovano sul fondo
- Il pesce di ogni tipo cucinato sempre in maniera semplice per lo più arrosto o al forno o in zuppa
- Kous Kous per lo più di pesce con verdure fritte o stufate con vari aromi
- I ravioli di ricotta e menta conditi con salsa di pomodoro o ragù o burro e salvia
- La “sciakisciuka”, “cucurummà” la prima con verdure stufate e vari aromi la seconda solo zucchine, melanzane e patate in umido
- La “cipuddrata” murena fritta condita con un preparato di cipolle a listarelle fritte con aceto “cocuzze cu lu chino” zucchine ripiene (con un impasto di mollica e varie altre verdure cotte e condite con formaggio olio ecc) e poi cotte al forno.
- La Tumma : formaggio fresco o secco e salato di mucca o di capra ’insalata : con patate bollite, pomodori, olive, capperi, cipolla, origano, finocchietto di mare sott’aceto
- Il “pisci sciutto” (pesce secco), i “cirasi sciutti” (pomodori secchi), i fichi secchi, “la passula” uva passa (zibibbo essiccato al sole con il quale si fa anche il passito), le conserve (marmellate di agrumi e di zibibbo, zucchine e melanzane sotto’olio), ecc
- I “mustazzioli”, ciambelline di pasta di miele, semola e altri ingredienti, poi ricoperti da uno strato sottile di pasta bianca disegnata con la maestria tipica delle donne pantesche;
- I pasticciotti, tortine di uova zucchero e farina con una nocciolina di marmellata di Zibibbo all'interno, disegnati all'esterno con la stessa maestria;
- I baci cialde a forma di fiori o farfalla fritte nell’olio e baciate l’una all’altra con un ripieno di ricotta condita con zucchero cannella cioccolato a scagliette
- Il “cannatedrru” dolce pasquale costituito da un biscotto grande con forme diverse (cestini o animali) al cui centro è posto un uovo sodo colorato, il tutto decorato con un composto di albume e zucchero velato e confettini
- I ravioli dolci ripienti sempre di ricotta condita questa volta con zucchero, cannella, cioccolato a scaglie, o crema bianca
- Le “cassateddre” gusci di pasta all’uovo ripienti di ricotta o crema e ricoperti da uno strato di pasta

- Gli sfinci” frittelle di pasta intinte nel miele e cannella o zucchero e cannella oppure ancora nel vinicotto con cannella


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