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Call Tour agenzia immobiliare turistica dal 1995, specializzata in autentici dammusi a Pantelleria e soluzioni immobiliari a Trapani, Erice e dintorni.

 

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© Calltour

I dammusi di Pantelleria

Gioielli d'architettura 

Ci piace definirli "Gioielli d'architettura", 

poichè con i loro muri a"casciata", riempiti da "taiu" con tetti in pietra a “schiena d'asino”

continuano a resistere al tempo, 

come gemme preziose, perfettamente incastonate tra i vigneti .

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Vogliamo raccontarvi una storia

 

Tutto ha inizio alla fine del '500 ...

Ai panteschi serve una casa. 

Ma non una casa qualsiasi. 

Stanchi di dover continuamente tornare nella parte fortificata dell'isola, hanno bisogno di qualcosa vicino ai campi dove lavorano tutto il giorno, ma che sia anche solida, facilmente difendibile, fresca d'estate e calda d'inverno, autosufficiente e soprattutto che costi poco.

Guardandosi intorno, le pietre sembrano la miglior soluzione. 

Sono davvero ovunque e l'esempio cubico essenziale e severo che da sempre custodisce i raccolti, gli attrezzi da lavoro e dà riparo agli animali da soma, è davanti ai loro occhi:

 

il dammuso in pietra vulcanica.

 

Essa ha infatti il vantaggio di essere leggera, isolante e facile da lavorare oltre che disponibile ovunque gratuitamente.

Tant'è che una volta tolta dal terreno che diventava un nuovo campo da coltivare, veniva usata per delimitare i confini tra una proprietà e l'altra o addirittura per contenere i terrazzamenti dagli smottamenti del terreno.

 

Viene quindi adottato il metodo antichissimo della “casciata”:

due muri, con pietre ben sagomate, perfettamente incastrate tra di loro, uno di fronte all’altro, uno interno ed uno esterno  e nell’intercapedine così ricavata, del pietrame sciolto misto a terra ed acqua detto “taiu”.


 

I muri così costruiti inclinati leggermente verso l'interno all’altezza del soffitto, sono così in grado di reggere un tetto di pietra a “schiena d'asino” sostenuto da un arco  (volta a cupola) o più archi accostati (volta a botte).

La costruzione così formata verrà chiamata dammuso, dall'arabo dammus che vuol dire appunto ‘edificio a volta’.


 

Ma il tetto così fatto, andava anche impermeabilizzato e per far questo si utilizzò un impasto di tufo rosso e terra, battuto con mazze di legno per giorni fino a formare uno strato duro ed impermeabile.


 

Allo stesso modo viene costruita anche la cisterna. 

In un primo tempo accanto all'abitazione e leggermente scavata nel terreno adiacente e sottostante, in un secondo momento scavata direttamente nel terreno accanto alla casa. La cisterna è collegata al tetto da una “canallata” in modo da raccogliere l'acqua piovana durante il periodo delle piogge.


 

A questo punto il dammuso è una vera e propria casa, degna dei migliori studi di architettura ecosostenibile;

Assolutamente indipendente, in grado di consentire ai suoi abitanti l’adeguato riparo, il sostentamento dato dai campi vicini e l'acqua piovuta dal cielo preziosissima in un luogo privo di sorgenti.


 

In poche parole un’isola nell’isola.


 

 

Così fatti, i dammusi in alcuni casi si traducono in vere e proprie fattorie con mulini dove spremere olio, macinare cereali, cantine dove pigiare lo zibibbo o l’uva passa, forni dove cuocere il pane, magazzini dove stipare ogni genere di alimento prodotto nelle campagne vicine. Ciò Creando un modello di economia circolare Ante Litteram

dove nulla viene scartato ma reso parte del ciclo produttivo. Dove la condivisione creava un legame sociale forte trasformando la fatica in rito. 

È un esempio incredibile di come l'uomo possa "addomesticare" un ambiente ostile senza distruggerlo, ma anzi valorizzandolo.

Più spesso però rimangono strutture semplici, isolate o aggregate tra loro.


 

La coesistenza di queste micro unità produttive, era l’essenza della filosofia di vita che contraddistingue il pantesco.

Gran parte dei lavori si facevano insieme a rotazione ogni giorno in un campo o in un dammuso diverso;

insieme si raccoglievano le olive, si riempivano di lana i materassi, si preparavano salse, si costruivano nuovi muri o nuovi dammusi, si scavavano nuove cisterne, si intrecciavano ortaggi vari da appendere all’ombra del pergolato, insieme si facevano molte cose,

insomma un esempio di banca del tempo a tutto tondo.  


 

 

Col trascorrere del tempo al dammuso vengono apportate delle modifiche sempre più sofisticate.

La volta diventa a crociera, a vela, a lunetta, fino alla meravigliosa volta reale intensamente araba;

All'impasto di terra battuta si preferisce sempre più un impasto di tufo e calce;

I prospetti si cominciano intonacare con la calce bianca dando sempre più senso di pulito e di benessere o con la malta di terra rossa;

I muri inizialmente spessi anche fino a 3 mt si assottigliano;

Il pavimento inizialmente in terra battuta si ricopre di pietra tagliata e successivamente di mattonelle in cemento colorato o maioliche decorate a mano.

Ma le dimensioni che può raggiungere una cupola costruita in questo modo sono limitate, di conseguenza le stanze sottostanti non sono mai molto ampie.  


 

La parte principale e centrale del dammuso è formata per lo più da una sala, sulla quale si affaccia l’alcova ed un camerino, entrambi senza finestre, ed una cucina con il forno il cui accesso è solitamente esterno alla zona notte.

Da questa base via via, si possono trovare in aggiunta vari elementi tra cui:

le stalle dove ospitare gli animali, tutti rigorosamente costruiti in pietra e con tetti a cupola e di diverse dimensioni a seconda della grandezza dell’animale;

L’aia chiamata “aira” di forma circolare con diametro di circa 5 metri usata per spianare il grano l’avena e l'orzo;

Lo stenditoio chiamato  “stinniture”, praticamente un essiccatoio per ogni genere di alimento (uva, fichi, pomodori…) costituito da un muro alto con un piano leggermente inclinato ed esposto a sud per raccogliere tutti i raggi del sole;

Il Giardino chiamato “jardinu” una torre di pietra, la cui vera storia non è chiara, ma che viene sempre più utilizzato come tempio dove far crescere gli agrumi proteggendoli dal vento e dalle intemperie.

 

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Vere e proprie fattorie ...

Esempio di architettura ecosostenibile

Ai Panteschi serve una casa...

Prende forma una idea...

Viene quindi adottato

 il metodo antichissimo della:

"Casciata"

In alcuni casi si traducono in vere e proprie fattorie con mulini dove spremere olio, macinare cereali, cantine dove pigiare lo zibibbo o l’uva passa, forni dove cuocere il pane, magazzini dove stipare ogni genere di alimento prodotto nelle campagne vicine. Più spesso però rimangono strutture semplici, isolate o aggregate tra loro. 
 Il dammuso così fatto, diventa una vera e propria casa degna dei migliori studi di architettura ecosostenibile.

Guardandosi intorno le pietre sembrano la miglior soluzione.

Sono davvero ovunque e l'esempio cubico essenziale e severo che da sempre custodisce i raccolti, gli attrezzi da lavoro e dà riparo agli animali da soma, è davanti ai loro occhi:

il dammuso in pietra vulcanica.

I due muri con pietre tagliate perfettamente incastrate uno di fronte all’altro, uno interno ed uno esterno  e nell’intercapedine così ricavata, del pietrame sciolto misto a terra ed acqua, detto “taiu”.

I muri così costruiti inclinati leggermente verso l'interno all’altezza del soffitto, sono così in grado di reggere un tetto di pietra a schiena d'asino sostenuto da un arco  (volta a cupola) o più archi accostati (volta a botte).

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Col tempo le modifiche diventano più sofisticate...


 

Volte reali, cupole in calce e maioliche

Col trascorrere del tempo al dammuso vengono apportate delle

modifiche sempre più sofisticate. 


La volta diventa a crociera, a vela, a lunetta, fino alla meravigliosa

volta reale intensamente araba; 
All'impasto di terra battuta si preferisce sempre più un impasto di tufo e calce; 
I prospetti si cominciano intonacare con la calce bianca;

 

I muri inizialmente spessi anche fino a 3 mt si assottigliano; 
Il pavimento in terra battuta si ricopre di pietra tagliata e successivamente di

cementine colorate o maioliche decorate a mano. 
 

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In aggiunta alla parte principale del dammuso ...

 

"Lu Stinniture"

In aggiunta alla parte principale del dammuso:


 "L'aira" e le Stalle


 

La parte principale del dammuso ...

 

Sala, alcova e cammarino...

Lo stenditoio chiamato  “stinniture”, praticamente un essiccatoio per ogni genere di alimento

(uva, fichi, pomodori…) 
costituito da un muro alto con un piano leggermente inclinato ed esposto a sud

per raccogliere tutti i raggi del sole;
 


 

La parte principale e centrale del dammuso è formata per lo più da una sala,

sulla quale si affaccia l’alcova ed un camerino,

entrambi senza finestre,

ed una cucina con il forno il cui accesso è solitamente esterno alla zona notte.

L’aia chiamata “aira” di forma circolare con diametro di circa 5 metri usata per spianare il grano l’avena e l'orzo;
 

e le stalle dove ospitare gli animali, tutti rigorosamente 
costruiti in pietra e con tetti a cupola e di diverse dimensioni a seconda della grandezza dell’animale;

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In aggiunta alla parte principale del dammuso...

 

" lu jardinu"

Col trascorrere del tempo al dammuso vengono apportate delle

modifiche sempre più sofisticate. 


La volta diventa a crociera, a vela, a lunetta, fino alla meravigliosa

volta reale intensamente araba; 
All'impasto di terra battuta si preferisce sempre più un impasto di tufo e calce; 
I prospetti si cominciano intonacare con la calce bianca;

 

I muri inizialmente spessi anche fino a 3 mt si assottigliano; 
Il pavimento in terra battuta si ricopre di pietra tagliata e successivamente di

cementine colorate o maioliche decorate a mano. 
 

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In aggiunta alla parte principale del dammuso ...

 

"Lu Stinniture"

In aggiunta alla parte principale del dammuso:


 "L'aira" e le Stalle


 

La parte principale del dammuso ...

 

Sala, alcova e cammarino...

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